domenica 25 giugno 2017

Battuto il primo ciak di...


Qualcuno si ricorda dei Tin Machine e l’indolenza con cui il frontman del gruppo annunciava “I can’t read and I can’t write down”?
Se vi sfugge qualche dettaglio, mi riferisco alla breve esperienza di Mr. David Bowie nei due album composti con un gruppo musicale nell’89 e nel ‘91.
I can’t read è un report musicale scritto prima della nascita dei social network e della famigerata rete, in cui il cantante viene travolto dal fastidio del Rumore Bianco dell’esistenza.


Le maiuscole non sono a caso, servono per citare l’omonimo romanzo scritto nell’85 da Don De Lillo in cui, oltre ad approfondire la paura di morire dell’uomo, rivela la desolazione degli anni ‘80. Gesti semplici come cedere la speranza e la fede a dubbie ancore di salvezza, adeguarsi agli usi e costumi del consumismo sfrenato, essere travolti e indottrinati dai mass media, rendersi conto della generale inconsistenza degli intellettuali e la paranoia di essere intrappolati in cospirazioni e congiure nascoste sotto la superficie della quotidianità. 
Vi consiglio la lettura di Rumore Bianco di Don De Lillo e l’ascolto di I can’t read.


In trenta anni la situazione non sembra essere cambiata molto. Internet e i social network non hanno avviato nessuna rivoluzione, si sono subito adeguati allo status quo e, in un continuo rispecchiamento, hanno iniziato a collaborare con il lato ignorante della peggior televisione.
Per quanto possibile, cerco di non essere imprigionato dalla stessa apatia manifestata da Ziggy Stardust per il pianeta Terra, installando un filtro contro questo Rumore Bianco che mi fa pesare le parole con cui alcuni farciscono lo spazio virtuale con i fatti che gli stessi compiono nella realtà; capite che alla fine si tratta di eliminare il 90% della spazzatura digitale e concentrarsi su poche, pochissime, persone davvero interessanti.

Prima di annoiarvi con una dose superflua di chiacchiere, passo al vero soggetto di questo mio nuovo delirio: Eros D’antona.


Regista pugliese, classe ’85, si è fatto notare nel cinema indipendente e ha ricevuto diversi riconoscimenti con opere del calibro di Mind Trip, Ora Pro Nobis, Insane.
Dopo aver accompagnato Haunted  al Festival di Berlino e Cannes, è tornato alla regia per realizzare il suo progetto “Die In One Day", un thriller horror prodotto dalla Funny Dreamers con accordi di distribuzione worldwide, ad accompagnarlo nell’impresa c’è il cast tecnico composto da Mariantonietta Savino, Roberto Marinelli, David White, Carlo De Santis, Nunzio Santoro, Domenico De Cesare, Alessia Gentile, Tara Jabul, Lucia e Mario D’Antona.
Al momento, l’unica indiscrezione sulla trama l’ha rilasciata lo stesso Eros.
“In questo film capiremo cosa un padre è disposto a fare per salvare la propria figlia.”
Ne vedremo delle belle.


Le musiche originali saranno composte dal Maestro Andrea C. Pinna, verrà recitato in inglese e nel cast internazionale reciteranno attori importanti quali David White, Kateryna Korchynska, Mirko D’Antona, Cinzia Susino e un importante cammeo, rigorosamente Top Secret.
Die in one day ha subito incontrato il favore di marchi nazionali e internazionali che hanno creduto nel progetto come We Make-Up, Eyemed Technologies / Adore Lenses, JB4 Just Before abbigliamento, Lo Sfizio ed Emidea / Caffè Fanelli.
Cosa si può aggiungere?
Niente, se non che aspetto – con impazienza – di vederlo presto.


In attesa di altri aggiornamenti, per ora è tutto.
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